03 Aprile 2025
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Russia: amb. Paramonov torna a "commentare" Mattarella

01-04-2025 19:37 - Ambasciate
Amb. Alexej Vladimirovich Paramonov Amb. Alexej Vladimirovich Paramonov
GD - Roma, 1 apr. 25 - (Notizie Geopolitiche) - Le relazioni fra Italia e Russia non sono affatto distese in questo momento. Una situazione che si riflette anche sulle nostre richieste, come stampa italiana, di poter intervistare il massimo rappresentante del governo russo nel nostro Paese, cioè l'amb. Alexey Paramonov.
Bisogna accontentarsi, purtroppo, di comunicati stampa (ovviamente unilaterali) e della pubblicizzazione attraverso i social di trascrizioni di discorsi pronunciati dall'ambasciatore russo a eventi dove la stampa non è stata invitata. Attingere a fonti indirette non è il giornalismo che ci piace, ma è pur tuttavia l'unico modo che abbiamo, in questo momento, per offrire ai lettori uno spaccato della crisi nelle relazioni bilaterali fra Italia e Russia.
Tutti ricorderanno che lo scorso 14 marzo l'ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Alexey Paramonov, era stato convocato alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che però si trovava a Charlevoix (Canada) per il G7.
Mentre al ministero degli Esteri il segretario generale della Farnesina, l'ambasciatore Riccardo Guariglia, esprimeva parole di disappunto a Paramonov, Tajani dall'estero spiegava ai media la posizione italiana: “È inconcepibile che ci sia un ripetuto attacco alla figura del capo dello Stato da parte della portavoce del ministero degli Esteri russo. Attacchi immotivati, reiterati, anche con qualche minaccia. Nelle relazioni diplomatiche non fa bene”. Gli stessi concetti sono stati ribaditi senza giri di parole a Paramonov durante il faccia a faccia del 14 marzo al ministero.
Si ricorderà anche che l'8 marzo il nostro presidente della Repubblica, incontrando a Hiroshima l'Associazione dei sopravvissuti ai bombardamenti nucleari, in un passaggio del suo intervento aveva detto come “la Federazione russa si sia fatta promotrice di una rinnovata pericolosa narrativa nucleare”. Da qui la dura reazione della portavoce delle comunicazioni del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che definiva menzogne quelle parole del presidente Mattarella e poi ancora, in seguito alla convocazione dell'ambasciatore russo alla Farnesina, in un'intervista al giornale Izvestia, la Zakharova si chiedeva: “Perché una tale reazione? Apparentemente perché abbiamo di nuovo colpito il cuore del problema: abbiamo colto la stessa persona a mentire”.
L'ultima notizia, di cui abbiamo appreso attraverso i social, è che Alexey Paramonov è intervenuto il 29 marzo scorso, presso la sede della Casa Russa di Roma, alla Conferenza delle associazioni per la promozione dell'amicizia tra la Russia e l'Italia. All'evento hanno partecipato i rappresentanti di diverse associazioni provenienti da svariate regioni italiane come Lazio, Campania, Abruzzo, Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Sardegna.
Lo stesso ambasciatore russo ha citato, per ringraziarli, i rappresentanti dell'Associazione Conoscere Eurasia, dell'Internazionale Amicizia Italia-Russia, dell'Associazione Aleksandr Puškin, dell'Associazione benefica Aiutateci a Salvare i Bambini, dell'Associazione Russia-Umbria, della Casa Russa intitolata a Nadežda Vorodina, dell'Associazione L'Aquila siamo noi, dell'Associazione culturale Russia-Emilia Romagna e culturale Russia-Veneto, nonché dell'Associazione culturale Cuore russo.
Paramonov ha detto di augurarsi che possa presto tornare a svolgersi in Italia il Forum Eurasiatico di Verona, promosso in passato dall'Associazione Conoscere Eurasia. Fra le varie iniziative, l'ambasciatore ha ricordato anche il progetto “La Russia non è il mio nemico”, promosso dall'Associazione culturale Russia-Veneto, così come la cerimonia per la deposizione di una corona di fiori presso il monumento dedicato all'eroe russo Aleksandr Prokhorenko a Vagli di Sotto (Lucca).
Ha un valore inestimabile, ha proseguito nel suo intervento Paramonov, l'impegno delle associazioni “a fare massa critica dotata di buon senso” per contrastare “le vergognose manifestazioni di russofobia in Italia e nel favorire una normalizzazione della situazione per i nostri connazionali russi che risiedono nella penisola”. Poi ha lodato l'operato di Vincenzo Lorusso, il giornalista freelance dell'Agenzia di stampa International Reporters che si era fatto promotore di una petizione nella quale venivano condannate le parole del presidente Sergio Mattarella nei confronti della Russia. Occorre precisare, però, che la maggior parte dei media italiani hanno accolto la petizione bollandola come una “bufala”, in quanto i nomi di molti dei presunti firmatari riecheggiavano quelli di alcune barzellette in voga tanto tempo fa (tipo Galina Kocilova e così via).
Tuttavia, l'ambasciatore russo, alla Casa Russa di Roma ha detto: “A questo proposito, desidero lodare l'operato di Vincenzo Lorusso, giornalista per l'Agenzia di stampa International Reporters, il quale di recente ha indetto una petizione nella quale venivano condannate le esecrabili dichiarazioni del presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella nei confronti della Russia. Molti di voi hanno inoltre preso parte in maniera attiva alla raccolta firme dell'aprile del 2023 indetta dall'organizzazione “Rete italiana pace e disarmo” contro l'invio di armamenti italiani alle Forze armate ucraine”.
La propaganda antirussa in Italia secondo Paramonov “gira vorticosamente e si nutre delle narrazioni menzognere provenienti dai vertici del Paese”. Inoltre, ha sottolineato: “I nostri interlocutori ufficiali, ovvero gli esponenti del governo, del parlamento e del ministero degli Esteri, non hanno alcuna intenzione di fermarsi a guardare quanto sta accadendo in maniera obiettiva, di valutare la situazione con lucidità, né di riflettere sulla necessità di smetterla di procedere in direzione di una guerra contro la Russia, che comporterebbe conseguenze assolutamente drammatiche per le sorti dell'Europa e del mondo intero. Com'è possibile che a Roma non si siano neppure degnati di riflettere su un proprio possibile contributo al raggiungimento di una risoluzione definitiva della crisi in Ucraina e all'instaurazione di un nuovo ordine mondiale equilibrato e giusto sul continente europeo?”.
Proseguendo nel suo intervento Paramonov ha detto anche che “il programma di riarmo promosso dai vertici dell'Unione Europea rischia d'impoverire i cittadini europei e di trasformarsi in un riarmo incontrollato della Germania, la quale, come ben ricordiamo, alla fine degli anni Trenta del secolo scorso si tramutò nel Terzo Reich. Oggi è ancora possibile che si ripeta una cosa del genere? Sì, è del tutto possibile e non serve certo essere esperti politologi per capire che i vertici dell'Unione Europea hanno adottato le stesse modalità di propaganda usate nella Germania di Hitler per spaventare il cittadino europeo medio con lo spauracchio della minaccia russa. In Europa si sta promuovendo la tesi secondo cui la Russia, dopo l'Ucraina, potrebbe e, anzi, vorrebbe attaccare l'Europa. Si sta cercando di convincere la popolazione europea del fatto che sussiste una minaccia esistenziale proveniente dalla Russia, minaccia che sarebbe forse possibile scongiurare soltanto attraverso la demolizione dello stato russo”.
Il discorso di Paramonov si è poi fatto progressivamente più accusatorio: “L'intenzione è quella d'insidiare nelle menti e nei cuori degli europei l'idea secondo cui la Russia sarebbe una potenza di seconda categoria, che non ha il diritto di dettare all'Europa le sue condizioni. E tutto questo viene affiancato dai continui tentativi di falsificare la storia. Le menti delle giovani generazioni sono sottoposte a un martellamento continuo, con il quale si vuole inculcare in loro l'idea che “Mosca non ha mai sconfitto il nazismo nella seconda guerra mondiale”. Si ha quasi la sensazione che a Bruxelles si siano ormai stancati della loro stessa viscida retorica sulla democrazia e sulla libertà di parola e che ormai, senza più farne mistero, abbiano adottato i metodi di manipolazione della coscienza collettiva che erano tipici del nazismo. Evidentemente, il famoso principio di Goebbels secondo cui “Più grande è la menzogna, più è probabile che la gente ci creda” dev'essersi impresso saldamente nelle menti dei burocrati europei”.
Parole durissime, quelle scandite da Paramonov, che infine ha aggiunto: “Come voi probabilmente già sapete, l'Italia è stata inserita nella lista dei paesi ostili alla Russia. E il fatto che si trovi nella lista è assolutamente giustificato. Dopotutto, è proprio in questa luce che noi vediamo il governo italiano. Come ha affermato il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov non esistono, e non possono esistere, popoli che a priori siano ostili nei confronti dei russi”.
Avviandosi alle conclusioni ha poi detto: “Dopo il 1945, il mondo si è trovato più volte sull'orlo della terza guerra mondiale o comunque di un disastro nucleare: abbiamo vissuto la crisi dei missili di Cuba del 1962, la crisi di Berlino del 1961 e la guerra di Corea del 1950-1953. A questo proposito, vorrei ricordarvi che, quando nel 1979 la NATO prese la decisione di schierare i missili americani Pershing in Europa, il continente fu travolto da una potente ondata di proteste di massa. Il movimento per la pace seppe far sentire la sua voce in Germania, nei Paesi Bassi, in Belgio, in Gran Bretagna e in Italia. E quelle manifestazioni di massa in favore della pace contribuirono a creare le condizioni affinché nel 1987 venisse siglato, tra USA e URSS, il Trattato sulle Forze Nucleari a medio raggio. Mi auguro che il buon senso riesca infine a prevalere e che noi russi, assieme a tutti gli altri popoli che fanno parte della multietnica Russia, possiamo tornare a dei rapporti normali, a una cooperazione edificante e proficua con gli amici italiani”.


Fonte: Daniela Binello
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